L’attacco di Hamas e la reazione del governo Netanyahu rappresentano un altro shock per i già fragili equilibri del Pianeta. Aleggia lo spettro di lunghi scontri dai potenziali risvolti regionali. Sarebbe un altro colpo (asimmetrico) ai danni dell’economia globale, che a 50 anni esatti dalla guerra dello Yom Kippur teme un nuovo shock petrolifero. Per ora le quotazioni del greggio non sono schizzate all’insù, ma la volatilità potrebbe essere il prezzo scomodo da pagare. Anche Abu Dhabi e Washington guardano con preoccupazione agli sviluppi a Gaza. Potrebbe rallentare il rafforzamento della cooperazione economica tra Emirati Arabi e Israele, risultato più lampante degli Accordi di Abramo e dell’integrazione di Tel Aviv con il mondo arabo. Inoltre, quanto sta succedendo in Medio Oriente mina il tentativo di Biden di patrocinare una storica normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita, un successo diplomatico da esibire in vista delle elezioni presidenziali del 2024. L’Amministrazione democratica deve già fare i conti con l’impasse sugli aiuti all’Ucraina e con le ombre degli imponenti piani di spesa pubblica, rei di aver surriscaldato l’economia e aumentato l’inflazione negli USA, a settembre ancora stabile al 3,7%. In ogni caso il dinamismo di Biden in politica economica è volto ad aumentare la competitività industriale domestica e a contenere il peso internazionale crescente della Cina. Sotto la stessa lente va letto l’interesse del Giappone nei confronti del continente africano. Di tutto ciò si parla questa settimana nell’ISPI Global Watch, dedicato alla geoeconomia del mondo che verrà. Con un focus sulla scarsità di risorse idriche nel mondo. E con uno sguardo alla trasformazione digitale delle dogane tra intelligenza artificiale e blockchain.

+

Focus

#ESCALATION ISRAELE-HAMAS

#ESCALATION ISRAELE-HAMAS

DATAGLOBE

Geoeconomia

Economia globale: ferite ancora aperte

di Lorenzo Borga 13 Ott 2023

La ripresa economica che ha coinvolto il mondo dopo la pandemia ha stupito per la sua rapidità. Eppure, fatta eccezione per gli USA, tutti gli altri macro-blocchi non sono mai tornati sul cammino di crescita previsto in precedenza. L’economia globale, dunque, non si è ancora riavuta dai continui shock e crisi che si sono susseguiti. E, da guerra a guerra, c’è il rischio che la situazione peggiori per tutti. Ecco perché.

Continua a leggere

To Watch

magnifier linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram